Stampa 3D e architettura: il ponte in 3D!

ponte stampa 3D

Noi europei, insieme alle popolazioni arabe, siamo stati tra i primi a sviluppare geometrie complesse, a studiare nei minimi dettagli il bilanciamento dei pesi ele forze che entrano in gioco nella costruzione di un ponte. In questa nuova rivoluzione tecnologica che stiamo vivendo, viene da chiedersi a cosa avrebbero pensato gli antichi romani, di fronte a questo importante progetto olandese che ha coinvolto la compagnia di costruzioni Heijmans, la startup olandese MX3D ed il design Lab Joris Laarman Lab: un ponte auto-costruito completamente da robot che stampano in 3D.

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L’architettura nell’era 3D: unire passato e futuro

We were at the airport in San Francisco, on our way to a presentation about MX3D, and were brainstorming about what the ultimate poster project would be for showcasing all facets of our technology. We came to the conclusion that a bridge over the old canals of Amsterdam would be a fantastic metaphor for connecting the technology of the future with the city’s historic past, in a way which would reveal the best aspects of both worlds.

Joris Laarman http://heijmans.nl/en/stories/five-questions-for-joris-laarman/

Il ponte, ancora prima di essere una costruzione capace di unire due sponde, ha sempre avuto un significato molto profondo.  

Prima di essere materia, esso rappresenta una volontà condivisa di oltrepassare un ostacolo.Un collegamento di intenzioni oltre che di persone.

Il progetto della compagnia edile Heijmans, con a capo l’architetto e designer Joris Laarman, che ha coinvolto aziende importanti come ABB, Lenovo, Autodesk e la startup MX3D, nasce proprio da una metafora: unire indissolubilmente la tecnologia del futuro con il passato.  

Il nome “Heijmans” sarà forse poco noto alla maggior parte dei lettori, ma rappresenta un’azienda edile molto innovativa.

Il loro progetto della “Smart Highway” del 2012 è diventato ben presto virale sui maggiori social network. Esso ha rappresentato una scelta innovativa nella gestione del traffico e nella diminuzione dei rischi al volante.

Con questo progetto pilota, realizzato sull’autostrada 329 di Oss in Olanda, sono nate le suggestive “Glowing Lines”.

A tutti gli effetti una rivoluzione per la segnaletica stradale. Tramite un sistema di pannelli solari integrati, che si caricano per tutte le ore di sole disponibili, la carreggiata è potuta diventare una striscia luminosa continua, sostituendo le poco visibili strisce verniciate.

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Architettura e stampa 3D si fondono in un ponte

Partendo dal senso metaforico, la creazione di un ponte nella parte storica di Amsterdam non rappresenta quindi una “dimostrazione di forza” e di creatività, ma punta ad essere una pietra miliare per l’inizio di un futuro innovativo che vede la stampa 3D protagonista.

Dal punto di vista tecnico il progetto sarà realizzato con robot industriali multi-asse ABB, utilizzando software di stampa 3D Autodesk. La geometria del ponte cercherà di essere il più possibile fedele al design olandese, ovvero intricato e molto particolareggiato.

I nuovi robot capaci di modificare la stampa 3D e l’architettura

La chiave di tutto il progetto risiede negli esecutori materiali della costruzione: ovvero i robot multi-assiali equipaggiati con strumentazioni di stampa 3D.

A differenza delle attuali tecnologie di stampa 3D FFF, in cui l’estrusione del materiale avviene solo in direzione verticale e su piani orizzontali, i robot di MX3D e ABB invece riescono a orientare l’estrusore liberamente nello spazio, grazie ai 6 gradi di libertà del manipolatore.

E’ molto affascinante la metodologia di lavorazione. Se, infatti, durante opere simili siamo abituati a vedere supporti, gru e molte altre strumentazioni tipiche dell’edilizia classica, in questa occasione i robot si “creeranno” autonomamente il proprio ponteggio.

Durante tutto il periodo della lavorazione, i robot si muoveranno uno fianco all’altro, scorrendo lungo alcuni speciali binari sospesi a mezz’aria che diventeranno, a tutti gli effetti, i corrimano del ponte stesso.

La MX3D è una startup da sempre impegnata nella realizzazione di nuove concezioni legate alla manifattura additiva. Questi nuovi robot industriali, realizzati con la collaborazione di ABB, hanno la particolarità di poter generare costruzioni a mezz’aria, senza alcun tipo di struttura di supporto.

Il CTO di MX3D ha parlato di “printing outside the box” proprio per sottolineare il loro approccio innovativo alle tecniche di stampa 3D.

“Heijmans and others. As the designer says, he strongly believes that this is the future of production. ‘This bridge will show how 3D printing finally enters the world of large-scale, functional objects and sustainable materials while allowing unprecedented freedom of form. The symbolism of the bridge is a beautiful metaphor to connect the technology of the future with the old city, in a way that brings out the best of both worlds”

Joris Laarman http://heijmans.nl/en/stories/five-questions-for-joris-laarman/
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Le potenziali evoluzioni successive sono infinite. Infatti i robot di MX3D e ABB, ad oggi possono stampare solo fino all’escursione massima del proprio braccio, ma non sappiamo ancora dove potrebbero spingersi e quanto la robotica può ancora integrarsi con la stampa 3D. Chissà quali nuovi progetti potrà ancora realizzare il connubio tra architettura e stampa 3D.

 

Fonti:

  • http://www.gizmag.com/smart-highway-glowing-lines/34363/
  • http://heijmans.nl/en/stories/five-questions-for-joris-laarman/
  • http://www.dezeen.com/2015/10/19/joris-laarman-3d-printed-canal-bridge-amsterdam/
  • http://www.3ders.org/articles/20151016-worlds-first-3d-printed-metal-bridge-begins-red-light-district-of-amsterdam.html
  • http://www.livescience.com/52750-robots-build-3d-printed-bridge.html

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